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Matteo Salvini, il sondaggio Emg Acqua: il “premier” è lui, Conte e Meloni dietro. Renzi a picco!

È sempre Matteo Salvini il leader che ispira più fiducia negli italiani. Il sondaggio Emg Acqua per Agorà su Raitre assegna al segretario della Lega il 40% dei sostegni, davanti al premier Giuseppe Conte con il 39 per cento. Dietro, Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia al 29% e Luigi Di Maio al 28 per cento. Decisamente più staccati Nicola Zingaretti al quinto posto 23%, Silvio Berlusconi al 17% e infine Matteo Renzi col 16%. 

D’altronde, i dati sui singoli partiti confermano come per Italia Viva il debutto sia durissimo, al 3,4%, mentre la Lega sarebbe ancora il primo partito al 33,1%davanti al Pd al 20,2%. Il M5s otterrebbe il 18,5% delle preferenze, Fratelli d’Italia il 7,3%, Forza Italia il 7,0%. Seguono appunto Italia Viva col 3,4%, Più Europa col 2,7% e La Sinistra al 2%. Il sondaggio è stato condotto il 17 settembre su un campione di 1.805 casi.

Salvini e Renzi alleati contro Conte

Il duello serve a entrambi. Il leader della Lega accettandolo ha elevato l’ex premier a suo avversario e conta così di indebolire l’immagine di quello che invece a oggi è il suo unico vero competitor: Giuseppe Conte. Che in realtà è anche il principale ostacolo per Renzi

Renzi lascia il Pd: «Voglio combattere Salvini, non difendermi dal fuoco amico»

Tra circa un mese si terrà il faccia a faccia tra i due Matteo. Salvini ha raccolto il guanto di sfida lanciatogli da Renzi nel salotto di Porta a Porta. Il duello serve a entrambi. Il leader della Lega accettandolo ha elevato l’ex premier a suo avversario e conta così di indebolire l’immagine di quello che invece a oggi è il suo unico vero competitor: Giuseppe Conte. Che in realtà è anche il principale ostacolo per Renzi. Il premier infatti, oltre a raccogliere simpatie a sinistra, come si è visto in occasione della partecipazione alla festa di Leu, ha una parte rilevantissima di sostenitori in quel Centro a cui guarda bramoso anche Renzi.

Con una differenza, però sostanziale: il neo leader di Italia viva secondo tutti i sondaggi è ultimo nella classifica che misura il gradimento degli italiani mentre Conte è in cima alle preferenze e se la batte con Salvini. Ed è per questo che il leader della Lega ha lanciato la ciambella di salvataggio a Renzi. Perché rafforzare Renzi significa indebolire Conte. Ed è questo che gli preme. Non a caso concentra tutto il fuoco sul premier riservando a Luigi Di Maio appena qualche battuta ed ignorando del tutto il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

È vero, come spiegano autorevoli commentatori, che questo faccia a faccia avviene quasi nel nulla, visto che le elezioni politiche sono state per il momento archiviate. Ma Salvini ha due scadenze imminenti dove non può permettersi passi falsi: le regionali in Umbria e Emilia Romagna . Dove ha solo un’opzione: vincere perché altrimenti verrebbe travolto e la sua leadership messa in discussione dagli stessi che oggi gli giurano fedeltà.

Renzi a sua volta ha già anticipato che Italia Viva alle regionali non si presenterà. Se Pd e M5s dovessero sugellare l’alleanza di governo anche nelle regioni chiamate al voto, l’eventuale sconfitta ricadrebbe dunque interamente sulle loro spalle e, come avviene in questi casi, si rifletterebbe anche sull’esecutivo e quindi su Conte. Non a caso il faccia a faccia è stato organizzato tra il 16 e il 17 ottobre: a soli 10 giorni dalle regionali in Umbria, primo test elettorale che si terrà sotto il Conte bis.

Giorgia Meloni, una granata su Matteo Renzi e Silvio Berlusconi: “Al centro più partiti che voti”

“Gli italiani sono stufi degli inciuci, al centro ci sono più partiti che voti”. Giorgia Meloni colpisce duro Matteo Renzi e Italia Viva, nata dalla scissione con il Pdper puntare agli elettori al di fuori della sinistra. Ma nella sua intervista al Messaggero, la leader di Fratelli d’Italia sembra lanciare un messaggio forte e chiaro anche a Silvio Berlusconi, che continua a sognare un centrodestra “europeista” a trazione moderata.  

“Per troppo tempo si è confuso il moderatismo con l’inciucismo, come se per essere moderato uno dovesse per forza essere anche un voltagabbana”, attacca la Meloni, che oggi darà il via alla festa di FdI Atreju ospitando sul palco Matteo Salvini. Quanto al fatto che la scissione di Renzi abbia modificato il quadro politico, la Meloni parla di “una mossa di estremo interesse per il Palazzo ma a mio avviso nulla per i cittadini”, in quanto Renzi “è il politico che ha tradito più promesse in assoluto, un campione mondiale di cinismo”. Al quotidiano romano che obietta come la proposta sovranista di FdI possa risultare in qualche modo indigesta o respingente non solo per Forza Italia ma anche per l’elettorato moderato, la leader di Fratelli d’Italia sostiene che, se davvero la proposta fosse tale, “noi non cresceremmo nell’elettorato così come stiamo facendo al di là della nostra area”, crescita “che avviene anche grazie alla capacità di avvicinare realtà più ampie di quella tradizionale della destra italiana”.

Mediolanum Editori

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